Il turismo continua a rappresentare uno dei principali motori economici del territorio comasco, ma la sua crescita impone una riflessione sempre più urgente sulla sostenibilità del modello di sviluppo. È questo il tema al centro della nuova puntata di Como merita di più, il podcast condotto da Alessandro Nardone, che ha ospitato Fabio Dadati, delegato al Turismo della Camera di Commercio Como-Lecco, neo presidente di Confcommercio Lecco e imprenditore del settore.
La conversazione prende spunto dagli ultimi dati sul turismo lariano, che nel 2025 hanno fatto registrare oltre un milione di pernottamenti, con un incremento del 9,4% degli arrivi e del 10,5% delle presenze. Numeri che, secondo Dadati, devono però essere interpretati con cautela.
«L’introduzione del Codice Identificativo Nazionale ha fatto emergere molte strutture ricettive che prima non risultavano nelle statistiche ufficiali. Per questo il confronto con il 2024 rischia di essere fuorviante: la crescita registrata potrebbe essere in parte solo apparente e, al netto di questo fenomeno, il mercato potrebbe aver già raggiunto un punto di sostanziale stabilità», spiega.
Una lettura che assume particolare rilievo anche per gli investitori. «Chi valuta il Lago di Como esclusivamente sulla base dei numeri ufficiali rischia di sopravvalutare il potenziale di crescita del mercato e di compiere investimenti non coerenti con la situazione reale.»
Nel corso dell’intervista emerge poi una riflessione più ampia sul futuro della città. Se da un lato il turismo rappresenta una ricchezza straordinaria, dall’altro produce inevitabili effetti collaterali: aumento dei prezzi, pressione sui servizi pubblici, congestione della mobilità e una crescente difficoltà per i residenti nel vivere la città.
«La sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente. Esiste anche una sostenibilità economica e una sostenibilità sociale. Se il turismo migliora i bilanci ma peggiora la qualità della vita dei cittadini, allora è evidente che qualcosa deve essere ripensato.»
Secondo Dadati il rischio è quello di trasformare Como in un semplice prodotto finanziario, perdendo progressivamente il legame con la propria identità. «Una città non può essere considerata soltanto come un luogo sul quale investire finché conviene. Deve continuare a essere prima di tutto una comunità.»
Ampio spazio viene dedicato anche al ruolo della tecnologia nella gestione dei flussi turistici. Oggi, osserva Dadati, le scelte dei visitatori sono fortemente influenzate dagli algoritmi, dai social network e dalle piattaforme digitali, elementi che possono contribuire sia ad alimentare i fenomeni di concentrazione sia, se utilizzati correttamente, a distribuire meglio i flussi sul territorio.
Nel corso della puntata, Alessandro Nardone sottolinea come il vero nodo politico sia trovare un equilibrio tra sviluppo economico e qualità della vita: «Il turismo è una straordinaria opportunità e nessuno mette in discussione il suo valore. La sfida è governarlo con una visione capace di tutelare anche chi Como la vive ogni giorno.»
Una riflessione che si inserisce nel dibattito sempre più attuale sull’overtourism e sul futuro del Lago di Como, chiamato nei prossimi anni a conciliare attrattività internazionale, competitività economica e salvaguardia della propria identità.